Test Triumph Speed Triple 2012: la maxi naked diventa agile
Un telaio completamente riprogettato fa da cornice alle indiscutibili doti del tre cilindri di 1.050 cc. Ora la Speed Triple diverte anche nella guida al limite
Bella lo è sempre stata, con le sue linee caratteristiche e quel doppio faro che la distingue senza omologarla. Agile e reattiva un po’ meno. La vecchia versione era un po’ pesantina rispetto alle intenzioni che, a prima vista, lasciava intendere. Non tanto per il peso complessivo, quanto per la relativa distribuzione, dovuta ad un telaio che la rendeva lenta e faticosa da far voltare.Chi avesse avuto il piacere di guidarla, se la scordi, perché la nuova Speed Triple è tutt’altra cosa.
Potete starne certi. Tutto ruota intorno all’emozionante tre cilindri di 1050 cc. Un’unità pressoché perfetta: “tanta roba” tra i 3.000 e i 7.000 giri, dove la spinta rimane costante e pastosa. Goduriosa è il termine più azzeccato. Dopo continua a spingere, ma con minor vigore, fin sopra i 10.000 giri indicati dallo strumento, quando il limitatore mette fine al crescendo dell’inequivocabile sound (baritonale, anche se soffocato dal terminale a norma), obbligando a passare al rapporto più alto.
In ogni caso, il propulsore montato sulla Speed 2012 è l’unico pezzo ereditato dal precedente modello. Intervenendo solo su elettronica e poco altro, i tecnici inglesi hanno ottenuto 5 Cv in più, arrivando alla soglia dei 135 cv a 9.400 giri/minuto, con una coppia massima di 111 Nm a 7.750 giri/minuto. Ma come non capirli, sarebbe stato un delitto mettere mano a un propulsore che per molti descrive lo stato dell’arte.
Invece, per darle nuovo carattere nell’azione dinamica si è lavorato con un’unica idea: realizzare una ciclistica che fosse allo stesso tempo agile, reattiva ma anche rigida, in grado di regalare al pilota il feedback, le sensazioni e l’intuitività delle più piccole Street Triple.
Obiettivo raggiunto? Diremmo proprio di si. Il telaio, in alluminio a doppio trave, l’ha resa leggera e veloce nello scendere in piega, pur mantenendo il solido appoggio in percorrenza. Estremamente agile, lo si capisce anche dal modo in cui accompagna il pilota nella ricerca di un varco tra le auto in colonna.
Se si pensa che la cura dimagrante a cui è stata sottoposta questa 2012 le fa perdere appena tre kg rispetto alla precedente versione (il peso dichiarato è di 214 kg), ha dell’incredibile il lavoro svolto per ridistribuire i pesi; il bilanciamento ora è a favore dell’anteriore (50,9%).
Avremmo preferito, però, una leva del cambio più morbida da azionare, specialmente nella guida sportiva, dove l’impegno necessario al suo funzionamento fa perdere fluidità alla condotta di guida. Anche l’ABS, a nostro parere, andrebbe perfezionato: non è in sintonia con il carattere della Speed. La naked con gli occhi da pazzo avrebbe bisogno di un impianto meno premuroso, che permetta di divertirsi anche nella guida più spinta.
Detto questo, rimane sempre la cara e vecchia Triple, più moderna, più attuale e più leggiadra. Disponibile ad un prezzo di 11.295 euro (11.890 la versione con ABS) in tre differenti colorazioni: Phantom Black, Diablo Red e Crystal White.
di Matteo Colella
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